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LA GIOCONDA

La storia de La Gioconda è tanto misteriosa e ambigua quanto l’espressione del soggetto stesso.

Non è noto chi commissionò il ritratto, perché Leonardo lo portò con sé in Francia invece di darlo alla persona che lo aveva commissionato e neanche perché continuò a lavorarci per anni lasciandolo incompleto.

Si crede che Leonardo abbia iniziato a dipingere La Gioconda a Firenze tra il 1502 e il 1503, sebbene abbia continuato a lavorarci fino al 1517. L’identità esatta della donna ritratta non è certa, ma generalmente è noto che fosse Lisa Gherardini, moglie di un mercante di stoffe fiorentino chiamato Francesco del Giocondo, da qui il nome di “La Gioconda”.

Il ritratto potrebbe essere stato dipinto per festeggiare uno dei due eventi – quando Francesco il Giocondo e sua moglie comprarono la loro prima casa nel 1503, o quando nacque il loro secondo figlio, Andrea, nel 1502 dopo la morte della figlia nel 1499. Il delicato velo scuro che copre i capelli di Monna Lisa è considerato a volte un velo da lutto, anche se erano più comunemente indossati come segno di virtù.

Il suo abbigliamento è ordinario e non mostra segni di appartenenza a classi altolocate.

La Gioconda è uno dei primi ritratti conosciuti in Italia che si concentra in modo così ravvicinato sulla modella in una rappresentazione a mezzo busto. Alcuni aspetti dell’opera come la raffigurazione del soggetto a tre quarti con un paesaggio di sfondo, l’assetto architettonico e le mani giunte in primo piano erano già presenti nei ritratti fiamminghi della seconda metà del XV secolo . tuttavia, la coerenza spaziale, l’illusionismo atmosferico, la monumentalità e il trasparente equilibrio dell’opera erano del tutto nuovi. La perfezione di questa nuova formula artistica spiega la sua immediata influenza nell’arte fiorentina e lombarda della prima metà del XVI secolo.

La crescente fama del dipinto è stata attribuita al fatto che Lisa era una persona comune, non un’immagine religiosa o un membro dell’aristocrazia, e pertanto se ne poteva scrivere con speculazione e fantasia. Nel XX secolo La Gioconda divenne un’icona. Il dipinto fu rubato, riprodotto, fu oggetto di satira e e fu usato in chiave commerciale, rendendo così l’immagine popolare tra le masse.